I prodotti ittici più usati in cucina

I prodotti ittici più usati in cucina | StaseraPesce

Scegli i pesci ad alto contenuto di proprietà nutrizionali.

In Italia si sta assistendo sempre più all'aumento del consumo di prodotti ittici, stiamo finalmente giungendo ai livelli medi consumati nel resto d'Europa. Le linee guida del Ministero della Salute ci consigliano un'alimentazione varia in cui i prodotti ittici siano abbondanti (3-4 razioni alla settimana) perché ricchi di proprietà nutrizionali che arrecano benefici immediatamente visibili per la salute.

Il pesce ha un alto contenuto di nutrienti quali gli acidi grassi polinsaturi a catena lunga (Omega 3), minerali quali il selenio, lo iodio, il potassio, le vitamine del gruppo B e la vitamina D.

Nei prodotti della pesca sono presenti le proteine nobili: nella maggior parte dei prodotti ittici si trova un alto contenuto di proprietà nutrizionali proteiche con sole 150 kcal per 100 grammi.

Scopriamo quali sono i pesci più usati in cucina e le loro proprietà nutrizionali, come si caratterizzano i pesci grassi e i pesci magri perfetti per le diete ipocaloriche.

Pesci magri: le proprietà nutrizionali per le diete ipocaloriche

Tra i tipi di pesce più usati in cucina, quando si segue una dieta ipocalorica o si è alla ricerca di una buona dose di proprietà nutrizionali di qualità, troviamo pesci molto magri quali: la razza, la gallinella, il gambero, il nasello, il merluzzo e il luccio.

Ci sono poi i pesci magri (con lipidi tra 1- 3%) molto presenti sulle nostre tavole come la sogliola, la spigola, il calamaro, la seppia, il baccalà, il polpo e le alici.

Questi prodotti ittici, oltre ad essere impiegati nelle diete ipocaloriche, in quanto pesci magri o molto magri, sono caratterizzati da numerosi benefici:

  • sono altamente digeribili perché hanno un bassissimo contenuto di tessuto connettivo
  • hanno una bassa quantità di istamina (quindi altamente tollerabili)
  • sono facili da reperire in ogni mare e quindi economici
  • sono piccoli e ingeriscono meno mercurio e cromo
  • sono facili da cucinare e hanno una massima resa culinaria

Pesci grassi: come riconoscerli tra i prodotti ittici?

Tra i tipi di pesce più impiegati sulle tavole dell’Italia vi sono molti prodotti che appartengono alla classificazione di pesci grassi. Il contenuto in grassi dei prodotti ittici non va tuttavia demonizzato.

Innanzitutto anche i pesci più grassi hanno in media un contenuto di lipidi inferiore di circa il 20% a quello della carne.

Il livello degli acidi grassi presenti nel pesce cambia anche se scegli la stessa specie in una diversa stagione, rispetto all’alimentazione del pesce, alla salinità del mare di provenienza e molto altro.

Possiamo suddividere i pesci in semi-grassi (i cui lipidi oscillano tra 3 e 10%) come il tonno, l’orata, la trota iridea, la triglia e il pesce spada. Il pesce spada ha un alto contenuto proteico, in soli 100 grammi di pesce spada ci sono quasi 20 grammi di proteine.

Tra i prodotti della pesca, i pesci grassi più utilizzati in Italia nelle festività ricordiamo l’anguilla di mare e il salmone.

Acidi grassi Omega 3: le proprietà nutrizionali nei prodotti della pesca

Gli acidi grassi polinsaturi Omega 3 sono molto presenti nel pesce azzurro (economico e reperibile in abbondanza) e nel salmone. Se scegli i pesci più cucinati dagli italiani come la sogliola, i molluschi e i crostacei ne troverai invece pochissimi.

Ma a cosa servono gli acidi grassi Omega 3 e perché le loro proprietà nutrizionali nei prodotti della pesca fanno bene?

  • Riducono la degenerazione nervosa e visiva senile
  • Sono degli ottimi immunomodulanti
  • Migliorano la colesterolemia, l’iperglicemia e le patologie ad esse connesse
  • Migliorano l’umore
  • Riducono i fastidi delle malattie croniche infiammatorie

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